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Monte Stivo, loggia squisita con vista sul Lago di Garda

by Francesco
Love Trentino - Monte Stivo (credits Francesco Serafini)

Il Monte Stivo è meta consigliata per tutte le stagioni. La sua quota sopra i duemila metri permette di godere di un panorama mozzafiato sulle catene montuose del Baldo e delle Alpi ledrensi a sud-ovest, sui ghiacciai dell’Adamello, del Carè Alto e della Prenasella a nord-ovest, sulle Dolomiti del Brenta a nord, sulle piccole Dolomiti, Lagorai e Pasubio ad est. Volgendo poi lo sguardo in basso ritroviamo squarci di bellezza incredibile sulla “busa” del Garda trentino, sulla Val di Gresta e sulla Val Lagarina. Qui, come su altre vette del Garda trentino, nelle giornate molto terse, la vista abbraccia un dislivello incredibile. Si passa dai 64 metri del Lago di Garda fino alla vetta dell’Ortles a 3905 metri; biodiversità e varietà di paesaggi del Trentino, da quassù, si rivelano nella loro massima espressione.

Grande Guerra sullo Stivo

Il Monte Stivo era una zona di seconda linea, in appoggio alle cime sottostanti dei monti Creino e Biaena. Sono numerosi i resti di manufatti e le testimonianze storiche come baraccamenti, trincee e caverne. E’ possibile percorrere ancora i camminamenti che conducevano alle postazioni dell’artiglieria; sullo Stivo venne installata anche una stazione radiotelegrafica. Lo stesso Rifugio Marchetti, localizzato poco sotto alla cima ed inaugurato nel 1906, serviva da polo logistico.

Ascesa invernale

La cima del Monte Stivo è raggiungibile da diversi punti. I nostri preferiti sono da Patone (Isera) passando per il Passo di Bordala (ore 4.30) e dalla Val di Gresta passando per il Passo di Santa Barbara (ore 2.50). Per la nostra escursione invernale la scelta del punto di partenza ricade sulla seconda opzione, ossia località Sant’Antonio poco sopra il passo di Santa Barbara, raggiungibile da Bolognano di Arco oppure dalla sottostante Val di Gresta.

Il segnavia 608B, immerso tra boschi e campi ammantati dalla neve, passa dall’asfalto allo sterrato della mulattiera fino ad una simpatica panchina panoramica presso località “Le Prese”. Di qui in poi, a circa 1450 m s.l.m., inforchiamo le ciaspole. Mantenendo la destra, la salita si inerpica in maniera decisa seguendo le numerose tracce lasciate da escursionisti e scialpinisti che amano particolarmente questa cima per le vaste discese nevose ed i tramonti mozzafiato sul lago di Garda.

Da località Sant’Antonio, in circa due ore complessive, si arriva al Rifugio Marchetti. Dalla terrazza del rifugio, il panorama sulla sottostante “busa” del Garda è qualcosa di decisamente mozzafiato. La croce di vetta è pochi minuti a piedi dal rifugio.

Veleggiare sul soffice manto nevoso

Il rientro avviene sul percorso dell’andata oppure il nostro consiglio è di gettarsi a capofitto sui prati innevati, dirigendosi verso malga Stivo. Dopo una bella e copiosa nevicata e sempre seguendo le indicazioni di prudenza che qualsiasi montagna impone, affondare le ciaspole nella neve fresca e farinosa è un’esperienza fiabesca. Se poi al dolce affondare nel manto bianco si accompagnano le sfumature di uno dei famosi tramonti sul lago di Garda il ricordo per sempre è confezionato. Buon divertimento!

Vi lasciamo con un detto trentino che recita: “Quando el Stif el g’ha el capel o che’l piove o che’l fa bel”. “El capel”, ovvero il cappello, indica la tipica corona di nuvole che circonda la cima del monte e indica tempo instabile. 

Partenza: parcheggio ca. un chilometro a nord di Santa Barbara
Segnavia sentieri:  SAT 608B
Lunghezza: circa 10 km
Tempo di percorrenza: ca. 4-5 ore (in totale)
Altitudine: tra 1220 e 2059 m s.l.m.
Famiglie: 👶
Pet friendly: 🐶🐶🐶
Stagione ideale: 🌺☀️🍂❄️

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