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Monte Misone, porta tra due mondi

by Riccardo
Monte Misone (Credits Riccardo Pasquazzo)

Ci sono montagne che meglio di altre riescono a descrivere i cambiamenti del territorio. Dalla loro cima si può ammirare come il paesaggio subisca variazioni di colori, temperature e fascino difficilmente descrivibili a parole. Uno di questi rari esempi è il monte Misone.

Un gigante solitario

La sua bellezza difficilmente rientra nei canoni standard delle guide turistiche. Si erge solitario, tra le Alpi Ledrensi e il gruppo del Brento – Casale. Non ci sono rifugi sulla sua cima, non ci sono masse di turisti che si accalcano per ascenderlo, attratti dalle più blasonate creste vicine. Ma questa è esattamente la ragione per cui ve lo suggeriamo.

Monte Misone (Credits Riccardo Pasquazzo)
Il Misone (a sinistra) con il Bondone, il Casale e la Paganella

L’ascesa al Misone

Lasciamo la macchina al parcheggio del rifugio San Pietro, e proseguiamo a piedi seguendo le indicazioni SAT 412. La salita si sviluppa sull’antica strada che i censiti di Tenno percorrevano incessantemente avanti e indietro ogni anno per portare gli armenti alla Malga di Tenno al Misone, riadattata per scopi militari alle porte della Grande Guerra. Infatti, arrivati alla fine della prima parte in rampa, si svolta il versante montuoso; qui vi suggeriamo una breve quanto interessante deviazione dal sentiero (solo per esperti). Inizialmente proseguiamo seguendo la trincea a sinistra del sentiero, poi ci alziamo verso la roccia sommitale chiamata Clam, postazione militare da cui si può godere una fantastica vista su tutto l’Alto Garda.

Una sosta rigenerante

Monte Misone (Credits Riccardo Pasquazzo)
Malga Tenno in primavera

L’ascesa prosegue salendo verso i primi pascoli alberati della Malga di Tenno, in un paesaggio fatato di boschetti di betulle miste a larice, faggio, e abete rosso. A quota 1600 m.s.l.m. incontriamo la sella erbosa in cui si trovano gli stabili della Malga, dove nella bella stagione possiamo trovare il simpatico pastore Oscar con le sue vacche, pecore e capre. Se volete, potete fermarvi ad acquistare il formaggio prodotto in malga, è delizioso!

In cima al Monte Misone

Proseguiamo verso la cima della montagna, oramai mancano solo 200 metri di dislivello. Una volta in vetta, eccoci ripagati per la fatica: il nostro sguardo si spalanca su una vasta fetta del Trentino meridionale, dal lago di Garda alle Dolomiti di Brenta, e il gruppo Adamello – Presanella.

E’ incredibile ammirare un cambiamento così repentino in neppure 30km in linea d’aria, mentre il nostro sguardo passa dall’habitat dell’olivo e del leccio sempreverde a quello delle lunari rocce dolomitiche e dei candidi ghiacci eterni. Non per nulla questi luoghi sono stati elevati al rango di Biosfera dell’UNESCO e il Monte Misone risulta proprio al centro di ques’area così ricca di biodiversità, usi e consuetudini differenti, passando dalla coltivazione dell’olivo sulle basse pendici fino all’alpeggio sulla sua cima.

  • Monte Misone (Credits Riccardo Pasquazzo)
  • Monte Misone (Credits Riccardo Pasquazzo)

Ma il monte Misone nasconde anche un’altra perla, una delle grotte più scenografiche del Trentino detta La Camerona. Ma questa è un’altra storia… e ve la racconteremo un’altra volta.

CLICCA QUI per vedere il punto di partenza

Partenza: parcheggio di San Pietro
Lunghezza: ca 7 km
Tempo di percorrenza: ca. 5 ore (in totale)
Dislivello: 800 m
Famiglie: 👶
Pet friendly: 🐶🐶🐶
Stagione ideale: 🌺☀️🍂

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