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Malga Nardis e cima Dos de la Torta sulle Alpi Ledrensi

by Francesco
Doss della Torta - LoveTrentino (credits Riccardo Pasquazzo)

Durante la prima guerra mondiale, truppe imperiali e civili perforarono le Alpi Ledrensi per realizzare una vera e propria fortezza lungo la linea del fronte: trincee, ricoveri e interi sistemi di gallerie. Cima Dos de la Torta è una delle più suggestive e meno conosciute di questa parte di Trentino. Prima tappa il bellissimo anfiteatro naturale di malga Nardis, raggiungibile con una comoda strada forestale e poi mulattiera. Lì regnano silenzio e pace. In un’altra oretta si arriva a Dos de la Torta con un complessivo dislivello di circa 1400 metri, partendo dal passo del Ballino. In cima, la fatica viene ricompensata da uno dei balconi panoramici più belli, a sbalzo su centinaia di metri di nulla… sotto, verde e ultime pennellate di colori autunnali.

Come arrivare a Malga Nardis e cima Dos de la Torta

Il punto di partenza per arrivare a Malga Nardis si trova poco sopra il villaggio di Ballino, in direzione dell’omonimo passo. Arrivando da Riva del Garda, superato il borgo, dopo un centinaio di metri, sulla sinistra, un paio di posteggi lungo strada permettono di parcheggiare e imboccare la strada forestale. La comoda forestale, ad un certo punto, diventa mulattiera e, con alcune ripide zeta, copre velocemente il dislivello.

Dal passo, ci vogliono poco più di due ore e, d’improvviso, si apre la conca di Malga Nardis. Con l’amico Salvatore arriviamo poco dopo mezzogiorno ed il bel sole d’autunno ci fa compagnia mentre consumiamo il pranzo al sacco. Malga Nardis è dotata di confortevole bivacco. Il vociare dall’interno ci fa curiosare sull’uscio: una simpatica combriccola di cacciatori sta pranzando di rientro dalla battuta di caccia. Ci invitano a gustare assieme il caffè e l’ora successiva diventa un bellissimo momento di condivisione di racconti di caccia.

Ci facciamo consigliare sul prosieguo di giornata e la meta finale diventa cima Dos de la Torta a circa 2.150 di altitudine. E’ il picco che domina tutto l’anfiteatro che, a detta dei cacciatori, è colonizzato da un piccolo branco di lupi. Ripreso il sentiero troviamo subito traccia di una loro recente scorribanda, individuando una carcassa di pecora completamente divorata dal branco. Riprendiamo il percorso ed in circa un’ora siamo sulla cima. La fatica viene ricompensata da un paesaggio meraviglioso che spazia, verso nord-ovest, dalle Dolomiti di Brenta al gruppo Adamello Brenta alla cima Carè Alto. Normalmente ad inizio novembre sono cime e gruppi montuosi abbondantemente innevati. Quest’inizio di inverno, invece, è molto caldo e le cime sono coperte da una misera spolveratina di bianco.

Carè Alto

Dall’alto pare ancora più evidente l’assoluto valore panoramico delle Alpi Ledrensi. Qui la presenza dell’uomo, per lo più limitata ad attività di alpeggio e silvicoltura, si integra armoniosamente con la natura circostante. L’influenza del vicino lago di Garda e del suo clima mediterraneo è evidente dalla ricchezza che risulta sia dal punto di vista della flora che per la presenza di numerose specie faunistiche che solo con silenzio ed attenzione si riescono ad ammirare. Nel nostro caso, la chiacchiera ha prevalso sugli avvistamenti di animali, ma sarà occasione per tornare presto in questo bellissimo e poco conosciuto territorio delle Alpi Ledrensi.

In breve come arrivare e info importanti

Partenza: 🅿️ (guarda su maps)
Segnavia sentieri: SAT 0420, poi traccia per la cima Dos de la Torta
Lunghezza: circa 10 km totali
Tempo di percorrenza: ca. 3.5 ore (andata), ca 2.5 ore (ritorno)
Altitudine: 750 mslm – 2.156 mslm (D+ circa 1.400 metri)
Famiglie: 👶
Pet friendly: 🐶🐶🐶 (attenzione a orsi e lupi!)
Stagione ideale:🌸(salvo neve)🍂☀️

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