Home Rovereto e la Vallagarina Rovereto Città della Seta, alla scoperta degli antichi splendori

Rovereto Città della Seta, alla scoperta degli antichi splendori

by Francesco

Siamo nel 1416. Rovereto e la Vallagarina vengono occupate dalla Repubblica di Venezia, divenendo il baluardo più avanzato della Serenissima. I podestà del Quattrocento ed i loro mercanti introducono l’arte della coltivazione del gelso e l’allevamento del baco da seta. Sono le fondamenta per il glorioso futuro di Rovereto Città della Seta. Per tutto il Cinquecento fino al culmine raggiunto nel Settecento la seta prodotta a Rovereto e poi utilizzata per confezionare tessuti pregiati raggiunge le più lontane piazze d’Europa. La città segue importanti trasformazioni architettoniche sia per far fronte alle nuove esigenze militari sia per attrezzarsi al meglio per i processi di produzione della seta. Nei secoli, viabilità ed edifici vengono più volte riviste. Cosa rimane oggigiorno degli antichi canali di derivazione del torrente Leno che innervavano il centro storico? Quali erano e sono gli attuali percorsi delle “roze”? Con questo post vi portiamo alla ricerca delle antiche tracce dell’industria della seta a Rovereto.

Rovereto diviene città della seta lungo le sue tre rogge, Grande, Piccola e Paiari. Corrono lungo il tessuto cittadino e attorno ai suoi argini sorgono opifici, filande, mulini e tintorie. Sono costruzioni fuori dai canoni altomedioevali e presentano altezze importanti, raggiungendo anche 6-7 piani fuori terra. All’epoca dovevano sembrare dei veri e propri grattacieli. Oggi, sono stati trasformati in abitazioni o spazi commerciali e non sempre è facile ritrovare i segni della loro originaria funzione.

Love Trentino - Rovereto Città della Seta (credits Lino Dapor)

Pensare di ritrovare quegli antichi paesaggi urbani di tipo industriale non è davvero facile. Tuttavia, alcuni segni indelebili che la storia ci consegna possono essere individuati dal loro attuale aspetto esteriore e, a volte, dalla toponomastica di vie e palazzi. Vi proponiamo un percorso di riscoperta della Rovereto della seta.

Dove cercare Rovereto Città della Seta…

Fin dai tempi dell’impero romano Rovereto doveva essere un piccolo borgo (vicus) adagiato sul conoide del torrente che scorre a fianco. La fortuna della città era legata alla presenza del torrente Leno, da cui vennero nel tempo derivate le rogge. Erano tre ma il primo dei tre canali, Roggia Grande, ha origine nel corso del Trecento, quando la sua funzione era quella di portare acqua all’interno delle mura del castello. Venne poi raddoppiata con la Roggia Piccola. Entrambe si trovano sulla destra orografica e corrono parallele al Leno. Si uniscono lungo il percorso e sfociano nel fiume Adige presso Borgo Sacco, antico porto fluviale. Dall’altra parte, sulla sinistra orografica, c’è Roggia Paiari.

Love Trentino - Rovereto Città della Seta (mappa dall'archivio Biblioteca di Rovereto)

…e dove ritrovarla

La roggia Grande è visibile sotto le arcate del Municipio in piazza Podestà. Poi attraversa intubata il cuore del centro storico e si allunga su via Tartarotti. Di nuovo torna visibile passando dietro la chiesa di Santa Caterina e si congiunge con la roggia Piccola oltre piazza Leoni. La roggia Piccola corre più vicina e parallela al Leno lungo via Calcinari e largo Nazario Sauro, direzione via Dante. Sull’altro lato del Leno, con origine in Via Marsilli, corre roggia Paiari. Si diparte dal Leno poco prima del ponte Forbato, per poi scendere sotto via Santa Maria e poi via Benacense per dirigersi verso il fiume Adige, dove va a sfociare.

Raggiunto il culmine del periodo d’oro della seta a circa metà Settecento, non servendo più per lo scopo cui erano nate, le rogge vennero “tombate”. Continuano però a scorrere nel silenzio ed in gran parte ancora nascoste sottoterra. A noi la curiosità di andarle a riscoprire! Buona avventura urbana nella Rovereto Città della Seta!

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Love Trentino - Rovereto Città della Seta (mappa dall'archivio Biblioteca di Rovereto)
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