Home Trentino delle Meraviglie Val dei Mocheni, un’isola linguistica dal Medioevo

Val dei Mocheni, un’isola linguistica dal Medioevo

by Francesco

Cosa significa “hitt” nel dialetto mocheno? La denominazione si riferisce alle antiche baite e masi chiusi. Dal 1300 antichi minatori, noti come “canopi”, colonizzarono la Val dei Mocheni. Conoscete la storia di questa enclave trentina in cui ancora oggi si parla un antico dialetto tedesco

Con quest’articolo vi portiamo dove si respira l’atmosfera degli antichi masi chiusi. Pronti a tuffarsi nel lontano Medioevo trentino e a rivivere le primissime colonizzazioni di “roncadori” e “canopi” provenienti dalla Germania? Non sapete chi sono? Qui lo scoprirete!

  • Love Trentino - Val dei Mocheni

Giro ad anello alla scoperta di Malga Kaserbisn Hitt

Tanto difficile la pronuncia quanto bella è l’escursione alla scoperta di luoghi magici dove vivono ancora elfi e gnomi.

Da Trento, in pochi minuti di superstrada, si giunge a Pergine Valsugana. Si seguono le indicazioni per la Val dei Mocheni fino al villaggio di Canezza dove, sulla destra, si imbocca la strada per Frassilongo. Seguire per 7 chilometri le indicazioni per Roveda fino al ristorante Van Spitz, dove un comodo parcheggio consente di lasciare la macchina. Vi aspetta un’ora di facile passeggiata tra antichi masi, profumi di tempi lontani e paesaggi mozzafiato sulle cime circostanti.

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Dal Medioevo ai primi colonizzatori teutonici

Poco frequentata in tempi antichi se non come zona di passaggio tra valli più ricche e meno selvagge, durante l’Alto Medioevo la Val dei Mocheni fu caratterizzata da gruppi locali di agricoltori, boscaioli, carbonai e pastori che, in maniera non stazionaria, sfruttavano le risorse economiche allora esistenti, boschi e pascoli.

Dopo il 1300, i feudatari tirolesi del Castello di Pergine colonizzarono completamente il territorio mocheno con famiglie tedesche, provenienti da Baviera e Boemia. Questa prima ondata fu caratterizzata da coloni, detti “roncadori”, che si occupavano prevalentemente di attività agricole, boschive e pastorali. Con il 1400, in seguito alla scoperta di interessanti vene minerarie, la valle assistette ad una seconda ondata di lavoratori tedeschi, i “canopi”. Questi minatori tedeschi, provenienti dall’Europa centrale, mai si integrarono profondamente nel tessuto sociale pre-esistente ma contribuirono fortemente allo sviluppo dell’identità della Val dei Mocheni, nonché ad una serie di storie e leggende attorno a ricche vene d’oro e d’argento.

Esauritesi le miniere, i discendenti dei primi minatori tornarono a dedicarsi all’attività agricola. Il loro carattere schivo e riservato e le difficoltà a raggiungere la Val dei Mocheni contribuirono per secoli a mantenere un certo isolamento dal resto del territorio, favorendo la conservazione di usi, costumi e della lingua.

Oggigiorno tanto è andato perduto soprattutto a causa della globalizzazione. Tuttavia, alcune piccole enclave della valle presentano ancora una forte identità tedesca, con un dialetto, il mòcheno, che molto assomiglia al tedesco antico e alcune antiche tradizioni preservatesi nei secoli. Anche l’antropizzazione della valle ha mantenuto una certa peculiarità “nordica”. Infatti, oltre ai più grandi villaggi come Palù del Fersina, Fierozzo, Roveda e Frassilongo, è ancora ben presente la struttura del maso chiuso.

I nostri consigli di visita “speciali”

GIRO AD ANELLO – per il ritorno consigliamo di scendere dalla parte di Fierozzo. Si allunga il percorso ma si completa uno splendido giro ad anello. Il percorso di rientro merita davvero la fatica. Infatti, usciti dal bosco, il tracciato attraversa pittoreschi gruppi di masi chiusi, spesso recentemente ristrutturati. Sembra proprio di entrare in un’atmosfera tirolese!

ALTERNATIVA PER UN’ESCURSIONE INVERNALE – salite direttamente da Fierozzo e parcheggiate all’altezza dell’ultimo maso (Agritur Klophof). Portate con voi sci da alpinismo, ciaspole o bob e slitte perché, con un piccolo dislivello di circa 200 metri, arrivate al Kaserbisn Hitt e da lì, dopo un ristoro caldo nella baita, potete ridiscendere in mezzo al bosco o, con i vostri bambini e con le dovute attenzioni, sulla stradina forestale. Un degna conclusione di giornata per vivere emozioni di montagna!

Tips

Parcheggio: 🅿️ Gratuito (ristorante Van Spitz)

Periodo consigliato: estate, 🌱 primavera ed autunno, ma soprattutto inverno

Dog-friendly: 🐾🐾 🐾

Family-friendly: 👨‍👩‍👧‍👦

Spot Fotografico: 📸📸📸(top!)

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