Home Garda Trentino Sulle vie dei pellegrini: l’eremo di San Giacomo

Sulle vie dei pellegrini: l’eremo di San Giacomo

by Riccardo
Eremo di San Giacomo - LoveTrentino (credits Riccardo Pasquazzo)

Esiste un luogo a breve distanza da Arco, dove si respira un’aria semplice e dove la vicinanza col cielo invita al raccoglimento e alla preghiera. E’ l’eremo di san Giacomo e Silvestro. Venite a scoprirlo con noi!

Antiche origini

Sorto in epoche medievali per sfuggire alle invasioni barbariche, si trova per la prima volta registrato in una pergamena del 1288 . Fin da subito risultò strutturato nel modo in cui lo vediamo oggi; nel sedicesimo secolo fu oggetto di importanti restauri e venne anche affrescato da un pittore locale, tale Marco Sandelli. La sua opera ancora oggi si vede, rovinata dalle intemperie, sulla parete sud. Da allora e fino al ventesimo secolo, subì purtroppo un periodo di declino fino alla metà del Novecento, quando è stato oggetto di importanti interventi di restauro. Ancora oggi la gente di Bolognano celebra presso l’Eremo la festività del primo maggio e del giorno di San Giacomo Apostolo (25 luglio). L’eremo è visitabile nelle domeniche da giugno a settembre, grazie ad un gruppo di volontari del paese.

Eremo di San Giacomo - LoveTrentino (credits Riccardo Pasquazzo)

L’Eremo di San Giacomo, punto di ristoro

Questo luogo si trova su una antica via di collegamento tra l’Alto Garda e la valle di Gresta (e quindi dell’Adige). Sparse lungo questa direttrice, un tempo molto importante, si trovano altre antiche case, masserie e perfino i resti di un antico castelliere – il castello di Castil, sul confine tra i comuni di Arco e Ronzo Chienis. La costruzione di San Giacomo si compone della chiesa ma non solo: data la posizione aveva fin dalla sua nascita la possibilità di ospitare viandanti e pellegrini in una foresteria sorta come estensione della chiesa stessa, come accaduto ad altre strutture della zona.

Come arrivare all’Eremo di San Giacomo

Parcheggiata l’auto sul piazzale prima dell’imbocco della strada forestale in loc. Salve Regina, saliamo senza eccessiva pendenza per un chilometro circa su una strada per lo più cementata. Il bosco è piuttosto secco inizialmente, ricco in pini e piante tipiche di terreni poveri, ma mano a mano che saliamo troviamo vestigia di antiche coltivazioni di castagni da frutto, fino ad arrivare all’acquedotto comunale in una valletta. Lì il bosco si interrompe ed abbiamo il primo scorcio dell’eremo, ormai vicino.
Attraversata la valletta, siamo subito arrivati e il panorama si apre davanti a noi, immenso e così arioso che si resta senza fiato e senza parole. Il lago di Garda si vede quasi interamente e fino in fondo, tutti i paesi e le montagne dell’Alto Garda sono davanti a noi come in un quadro. Meraviglioso!

Per chi volesse proseguire, scendendo fino alla sorgente si sale a sinistra prendendo il sentiero SAT O609 e giunti in loc. Schivazappa si volta a destra verso il Passo Due Sassi e poi Malga Vallestrè e e i Cargolini, oppure si può avventurarsi più in alto e salire verso Malga Castil e, attraverso il sentiero O608, raggiungere il monte Stivo. Ma questa è un’altra storia… e la racconteremo un’altra volta.

Partenza: parcheggio di Salve Regina
Segnavia sentieri: SAT O609, poi proseguire dritto
Lunghezza: circa 1 km
Tempo di percorrenza: ca. 40 ore (andata)
Altitudine: tra 630 e 760 m s.l.m.
Famiglie: 👶👶👶
Pet friendly: 🐶🐶🐶
Stagione ideale: 🌺🍂❄️🌞

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