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Rifugio XII Apostoli, tra terra e cielo

by Riccardo
Rifugio XII Apostoli (credits Riccardo Pasquazzo)

Ci piacciono gli angoli sperduti di paradiso, ci deliziano le scoperte di luoghi completamente fuori dal comune.. ma ci sono dei “must” a cui un montanaro ( o un turista appassionato!) non può davvero rinunciare. Uno di questi è certamente un soggiorno al rifugio XII Apostoli.
Il rifugio è ben riparato e ottimamente esposto per deliziare gli amanti della montagna in ogni occasione. La sua posizione infatti è indicata per godersi un bel panorama sul tramonto e magari anche qualche stella cadente.

Rifugio XII Apostoli (credits Riccardo Pasquazzo)

Avvicinarsi al Rifugio XII Apostoli

Veniamo ai dettagli della nostra gita: lasciata a Pinzolo la macchina nel parcheggio di fronte alle Funivie, ci imbarchiamo in cabina e raggiungiamo la cima del monte Doss del Sabion. Da lì discendiamo fino ad arrivare all’imbocco della Val di Nardis, da cui si passa per ascendere al Rifugio. Il sentiero che fino a qui ci aveva portato in discesa, sale ora lungo ghiaioni e pietraie che, se percorsi di pomeriggio, rendono il clima piuttosto caldo. Fortunatamente le Dolomiti di Brenta sono spesso teatro di passaggi di banchi di nuvole, perciò di norma non si soffre eccessivamente. Durante la salita ammiriamo la natura intorno a noi: ci sono rocce dalle forme più strane dilavate dalle piogge, massi enormi, e a seconda delle stagioni possiamo trovare fiori dalle tonalità diverse, tutti rigorosamente protetti poiché ci troviamo all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta.

  • Rifugio XII Apostoli (credits Riccardo Pasquazzo)

La Cappella dei Caduti della Montagna

Affrontiamo la Scala Santa, chiamata così probabilmente perché al termine della fatica dell’ascesa si potrebbero avere delle visioni… mistiche! Ormai il peggio è passato, siamo quasi in vista del rifugio. Finalmente eccolo davanti a noi, e mentre ci avviciniamo continuiamo ad osservare la meravigliosa natura che ci circonda: le Dolomiti di Brenta, con le loro rocce che sembrano venute dalla Luna, così pallide e brulle, magnifiche, grandi ed invitanti: il rifugio è anche il punto di partenza per numerose escursioni in quota. Presso il Rifugio possiamo notare anche l’esistenza di una grande croce scavata nella roccia: all’interno di questa grandiosa struttura è la cappella dedicata a Maria Ausiliatrice. All’interno si possono vedere le fotografie dei caduti della montagna cui la cappella è dedicata; ogni anno, l’ultima domenica di luglio, vi si celebra una funzione in loro memoria.

Rifugio XII Apostoli: ospitalità, familiarità, intimità

Cala la sera, è tempo di trovare un posto nel rifugio per un pasto caldo. L’ottima ospitalità del gestore Aldo Turri ci offre un pasto sostanzioso e saporito e un letto dove dormire, in un ambiente carico della consapevolezza di essere pochi, intimi, fortunati ospiti di un ambiente certamente spartano e pericoloso, ma incredibilmente generoso di meraviglie per chi sa rispettarlo ed onorarlo. I tramonti sul gruppo dell’Adamello-Presanella, i canti alpini mormorati sommessamente con Aldo all’imbrunire, la pace ed il silenzio delle notti stellate, la gioia colma di attesa dell’alba imminente ed il brusio dei preparativi per la nuova avventura nel giorno che nasce… sono cose che non si dimenticano facilmente. Perfino dormire sembra uno spreco in questi luoghi!

Faccia a faccia con i XII Apostoli

Per la discesa optiamo per un percorso diverso da quello dell’andata. Siamo al Rifugio Dodici Apostoli.. ma dove sono questi famosi Dodici Apostoli? Ci dirigiamo dunque verso il passo omonimo, accompagnati dai camosci che ci precedono. Appena svoltato il grande masso dolomitico della Cima dei Dodici Apostoli, scendendo dal passo, eccoli là! Sembrano davvero delle figure umane scolpite nella pietra da chissà quale preistorico artista rupestre.

  • Rifugio XII Apostoli (credits Riccardo Pasquazzo)

La via del ritorno

La discesa è ancora lunga lungo il sentiero attrezzato della Val di Sacco, e già si intravvede al fondo la cima del Doss del Sabion da cui riprenderemo la cabinovia per il ritorno. Una sosta rinfrescante al Baito dei Cacciatori è l’ideale per riprendere forza per l’ultimo tratto in salita. Una volta in vetta, prima di salutare questi luoghi meravigliosi, volgiamo nuovamente lo sguardo attorno e l’attenzione cade sui profili dei monti a sud, con il monte Baldo all’orizzonte, e poi il Misone, il Cogorna, il S. Martino e la val d’Algone con la malga Movlina in prima piano, un altro luogo delle meraviglie. Ma questa è un’altra storia.. e la racconteremo un’altra volta.

Partenza: parcheggio Funivie Pinzolo
Segnavia sentieri: SAT 0307 (andata) 0341- 0333 – 0354 (ritorno)
Lunghezza: circa 5 km (andata), circa 6.5 km (ritorno)
Tempo di percorrenza: ca. 3.5 ore (andata), ca 4 ore (ritorno)
Altitudine: 2100-1860-2490 (andata) 2579-1790-2100 mslm (ritorno)
Famiglie: 👶
Pet friendly: 🐶🐶 (no cani in rifugio per la notte)
Stagione ideale:☀️🍂

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